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Ricostruire la storia del calcio balilla non
è affatto semplice poiché le fonti sono molte, contraddittorie e di dubbia
provenienza.
Sicuramente l'invenzione
si colloca tra il 1920 e il 1930;
i nomi dei presunti inventori sono quelli di Broto
Wachter in Germania e di Alejandro Finisterre in Spagna.
L'ipotesi più
accreditata colloca la nascita del biliardino in Germania, poiché il
termine con cui gli americani chiamano il gioco: foosball, sembra proprio derivare dal tedesco fußball.
Tra l'altro a quei tempi in Germania ogni paesino aveva la propria squadra
di calcio e i tifosi si riunivano nel pub del paese a festeggiare oppure a
dimenticare il dispiacere della sconfitta davanti a una pinta di birra, ed
è quindi molto probabile che in un tale ambiente qualcuno abbia avuto
l'idea di un gioco "da tavolo" che emuli il calcio. In poco tempo
pressoché ognuno di questi pub aveva il proprio kicker, ancora oggi nome
più usato dai tedeschi per indicare il biliardino.
Molto più poetica è la motivazione che spinse lo spagnolo Finisterre a
costruire il primo calcio balilla con omini sagomati. All'età di
diciassette anni egli rimase ferito da una delle bombe che insanguinarono
il paese durante la guerra civile spagnola; altri giovani all'interno
dell'ospedale erano stati meno fortunati di lui, ferito lievemente, e a
causa delle ferite avevano dovuto subire l'amputazione degli arti
inferiori. Il giovane Alejandro, appassionato di ping pong, pensò così che
se esisteva un mini tennis da tavolo, lo stessa si poteva realizzare con
il calcio.
Così sembra che lo spagnolo, qualche anno dopo l'invenzione del primo
rudimentale calcio balilla ad opera di Broto Wachter, diede vita al primo
futbolin (nome spagnolo derivante da futbol, che significa calcio) con
anche le sagome dei calciatori.
I primi
biliardini erano costruiti interamente in legno:
un cassone montato su quattro gambe, il piano da gioco in compensato e
aste e omini anch'essi in legno.
In questo periodo anche in Francia e in Italia vengono eseguiti i primi
esperimenti, ad opera di Lucien Rosengart, un operaio della Citroen, in
Francia e da un artigiano toscano nel nostro Paese.
Nel dopoguerra la diffusione del gioco subisce una battuta d'arresto a
causa della mancanza di materiali di primaria importanza quali plastica,
legno e metallo, che venivano destinati alla ricostruzione del territorio.
La vera e propria produzione di calcetti inizia quando il marsigliese
Marcel Zosso costruisce e diffonde i primi prototipi, chiamati sportfoot,
che diffonde riscontrando subito un grande successo.
Nel 1949 Zosso
decide di importare lo sportfoot in Italia e approda ad Alessandria.
Qui inizia la ricerca dei fornitori tra gli artigiani che lavorano il
legno; tra questi il più entusiasta della novità è Garlando, con cui il
francese inizia la produzione dei primi calcio balilla in Italia.
Nel 1955,
dunque all'incirca nello stesso periodo, la recente invenzione approda
anche negli Stati Uniti, dove però inizialmente non ottiene il successo sperato.
La motivazione dell'iniziale disinteresse verso il nuovo gioco da parte
degli americani risiede sicuramente nel fatto che il calcio, uno degli
sport più praticati e amati nel vecchio continente, è ancora pressoché
sconosciuto oltreoceano.
Il primo a
occuparsi del commercio del foosball in America è Larry Patterson, che dal
1962 si fa costruire appositamente un modello in Germania.
Inizialmente Patterson non ottiene il successo sperato; deve infatti
attendere fino alla fine degli anni Sessanta perché gli americani
comincino a dimostrare un certo interesse per il nuovo gioco.
Nel frattempo Garlando ebbe un enorme successo, e non solamente in Italia
ma su tutto il mercato europeo; così nel 1969 approda in America. Infatti
in quell'anno Renato Garlando era riuscito ad ottenere il diritto di
elusiva per l'importazione dei biliardini Garlando negli Stati Uniti.
I primi tempi non sono però rosei; i gestori dei locali non sono
soddisfatti dei guadagni poiché i loro clienti non comprendendo il metodo
di gioco non ne usufruiscono.
Joe Robbins, vice presidente della Empire Distributing di Chicago,
nonostante le difficoltà non molla e continua a promuovere il prodotto.
La perseveranza di Robbins viene infine premiata e per cinque anni i
calcio balilla Garlando riscuotono un enorme successo.
Nel 1973 i costruttori di calciobalilla allestiscono un
padiglione in una delle più importanti fiere degli Stati Uniti per
contrastare lo strapotere di Garlando, il quale risponde all'attacco
proponendo due nuovi modelli che avrebbero dovuto sostituire il tavolo
standard: il Deluxe e il Giant.
Così Garlando continua a mantenere il primato delle vendite sul mercato
statunitense.
La chiave di successo dell'azienda italiana è il continuo lavoro per
ottenere un prodotto che assicuri durata del tempo e alte prestazioni di
gioco a un prezzo ragionevole.
Il gioco del calciobalilla in Italia ha trovato terreno
fertile principalmente nei bar e negli oratori, in cui è subito diventato
fedele compagno di svago per grandi e piccini. Questo fino al momento in
cui due grandi appassionati si sono incontrati e hanno cominciato a
domandarsi come mai il gioco del calcio balilla non fosse ancora
considerato uno sport a tutti gli effetti, con le proprie competizioni
agonistiche. I due giocatori in questione sono Nicola Colacicchio, la cui
passione per il bigliardino nasce in tenerissima età e mai lo abbandona, e
Massimo Ragona, ancora oggi uno dei migliori giocatori d'Italia.
Ragona
sarà l'organizzatore del movimento che porterà nel 1995 alla fondazione
della Federazione Internazionale Calciobalilla (www.ficb.it).
Supportato da Colacicchio (vice-presidente della Federazione) e altri
giocatori appassionati, Ragona ha messo anima e corpo in questo progetto,
vendendo persino il suo bar, fino ad arrivare alla fondazione della
Federazione, che sta oggi per ricevere il riconoscimento da parte del
CONI, e quindi l'accettazione ufficiale del calcio balilla come vero e
proprio sport.
In seguito alla nascita della FICB vengono fondate numerose
associazioni locali in tutto il Paese, che sono organi periferici della
Federazione e promuovono il gioco a livello amatoriale sul territorio.
Grazie a questa struttura federale ora i giocatori possono affrontarsi
tutti allo stesso modo, sullo stesso tipo di campo e con le stesse regole.
La federazione, al fine di diffondere lo sport, ha da subito curato con
particolare attenzione il dilettantismo e il settore giovanile,
organizzando numerosi eventi per i bambini.
L'iniziativa più ammirevole che la fondazione ha portato avanti è quella
attuata con i diversamente abili, creando un campo omologato apposta per
loro, con la possibilità quindi di giocare anche in carrozzina.
Anche fuori dal nostro Paese esistono numerose federazioni,
sparse in tutto il mondo, e dal 2002 anche una Federazione Internazionale
(www.table-soccer.org), con sede a Nantes, in Francia, di cui Massimo
Ragona è vicepresidente.
I primi campionati del mondo, a cui hanno partecipato 32 giocatori
provenienti da 21 nazioni, si sono svolti nel 2004 proprio in casa nostra,
precisamente a Saint-Vincent, in Valle D'Aosta.
Benché il campione mondiale in carica, giudicato imbattibile, sia il belga
Frederic Collignon, l'Italia possiede il maggior numero di appassionati e
di piazzamenti complessivi, ed è dunque di gran lunga al prima posto tra
le nazioni, seguita da Francia, Austria e Stati Uniti.
L'ultima grandissima vittoria nel mondo del calcio balilla
è la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino del 2008 come disciplina
sperimentale, e l'obiettivo finale è l'entrata del calcio balilla tra le
discipline olimpiche. |